MUTTI SUL FILO DI UNA CRISI DI NERVI?

dalla redazione di Radio MIR

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di Franco Digiangirolamo (Berlino)Non posso essere ipercritico nei confronti della Merkel: sarebbe un eccesso di presunzione e una diminutio della stima che si è meritata, ma la scelta frettolosa di sospendere la somministrazione del vaccino AZ la ritengo un grave errore. Anche i paesi che hanno approvato questa scelta hanno
amplificato, con l’ effetto domino, l’errore.
L’Istituto Paul Herlich oltre che responsabile è autorevolissimo ma alle sue preoccupazioni si poteva
rispondere allertando l’ EMA ai fini di un approfondimento specifico e continuando la vaccinazione.
Perchè tanta precipitazione? Decidere frettolosamente e senza praticamente coinvolgere nessuno (nè governi, nè UE, nè OMS, etc), più che adozione del principio di precauzione, manifesta un tale livello di allarme che, si voglia o no, è già una sentenza sul vaccino.
I cittadini hanno ragione di dedurre che se si blocca tutto ci debbono essere ragioni gravi e non nomali effetti collaterali. Perciò gli approfondimenti dell’EMA avranno lo stesso effetto di un impacco su una gamba di legno, ovvero non serviranno a tranquillizzare nessuno e il vaccino AZ lo si è già praticamente archiviato.
Dopo la pessima fama di cui godeva grazie alle notizie sui limiti di età dei possibili beneficiari, poi
cambiati almeno altre due volte, sul grado di efficacia, questa è la pietra tombale. In Germania era già stato rifiutato da molti cittadini, perfino dai poliziotti (tanto per dire!!!), e non erano molti a volerne approfittare: ora sappiamo già come andrà a finire!!!!
Le ragioni ufficiali della scelta sono note: principio di precauzione e di responsabilità nei confronti dei cittadini, principi sui quali è meglio esagerare che difettare.. Ma le ragioni sono proprio queste? E se fossero queste perché un diluvio di dissensi sia politici che scientifici?
E’ vero che la Cancelliera, per sua formazione e per stile di direzione, ha sempre, sottolineo
„fortunatamente“, tenuto in altissima considerazione i rapporti del mondo scientifico ma temo che, in questo caso, abbiano giocato anche, e pesantemente, altri fattori.
Intanto le due sconfitte elettorali nelle regioni del Baden Wuerttenberg e della Renania-Palatinato,
che hanno premiato Verdi in ascesa nella prima e Socialdemocratici in tenuta nella seconda, non già per il traino dei loro partiti nazionali, ma per il prestigio dei presidenti regionali uscenti che hanno confermato un notevole consenso, grazie a „simpatia“ e „competenza“ come dicono i principali mass media. La CDU perde in ambedue, come l’Afd, per fortuna, e rischia di non entrare nella coalizione di governo statale nel Baden W., regione molto importante e che anni addietro aveva retto per 20 anni con maggioranza assoluta. Cattivo biglietto da visita per Armin Laschet, nuovo leader nazionale della CDU, che è alle prese con la scelta dell’Unione (CDU+CSU) per la candidatura alla Cancelleria nelle elezioni di settembre. Un rompicapo perchè i candidati rischiano di essere Laschet stesso, che ha moderati consensi a livello nazionale e Soeder, (CSU) che, come dicono alcuni, è un gigante a Monaco ma sarebbe un nano a Berlino. Il rischio di un altro schianto per la CDU non è così piccolo e un poco di mal di testa alla Merkel in uscita glielo procura senza dubbio.
Inoltre, non molti giorni fa è scoppiato uno scandalo tutto interno al Bundestag che ha travolto due
onorevoli della CDU e un onorevole della CSU in „mazzette“ per intermediazioni su approvvigionamenti di presidi e materiali sanitari antiCorona. D’accordo, sono stati praticamente cacciati dal Parlamento, sono stati coperti di ignominia appena inquisiti (qui, lo dico per inorridire i garantisti, non si fa come in Italia dove i partiti attendono il terzo grado di giudizio per cacciare i ladri e i corrotti), si è riesumato lo scandalo che travolse Kohl nel 1999 (ricorderete i finanziamenti illeciti del 1995 per la CDU, scoperti solo tardi), che peraltro non ne ebbe benefici privati se non il consolidamento della sua leadership su un bel tappeto di DeutschMark. Inoltre, nel Bundestag non si è potuto fare a meno di invocare norme più adeguate per prevenire e controllare i „mariuoli“ e l’Unione ha dovuto chiedere a tutti i deputati eletti nelle proprie liste una dichiarazione (definita d’onore) nella quale si testimonia la loro estraneità ad ogni „affare Corona“, ovvero di non aver fatto soldi approfittando della Pandemia. E’ chiaro che il solo fatto di dover sottoscrivere, come Onorevoli, che lo si è davvero e che non si è corrotti è già una debacle etico morale per i singoli e i partiti di cui fanno parte.
Mutti è leader di lungo corso e potrebbe chiamare per nome anche i topi della sua nave ammiraglia, avvezza quindi a vederne di ogni, ma non credo sia riuscita ad incassare il colpo. Approfittare della pandemia è un modo così spregevole di usare il ruolo di onorevoli, che non può non cozzare con la sua etica luterana. Vado per illazioni e ammetto che mi piacerebbe essere una moschina per poterne sapere di più.
E poi c’è la pandemia e la sua gestione sulla quale l’opinione pubblica comincia ad avere dubbi.
Non solo perché la Cancelliera aveva detto in TV che „la primavera del 2021 non sarebbe stata come quella del 2020“, mentre le infezioni crescono e i morti non diminuiscono di molto, ma anche per la gestione del Ministro della Salute, il quarantenne Spahn, che a molti, compresi alleati di Governo, non sembra all’altezza della situazione, e per quella del Ministro dell’Economia Altmaier che, dopo una prima fase ben riuscita, inciampa in continuazione sulla delicata vicenda rimborsi.
Il consenso alla politica governativa sulla gestione della Pandemia, secondo alcuni sondaggi, si è ridotto di più di un terzo. Le manifestazioni che ogni sabato attraversano numerose città tedesche non sono un indicatore significativo perché non aggregano più di tanto, ma sottovalutarle non è prudente. In questo contesto „nervoso“, che non ci si voglia assumere il rischio di essere accusati di irresponsabilità per un morto-Astrazeneca, è del tutto comprensibile. Ma se, come credo, ci si è lasciati governare dall’emozione, dalla paura o dall’opportunità politica, piuttosto che dai „numeri“, dubito molto che sia stato un bene. EMA verificherà il rapporto costi-benefici, dice Spahn, peggiorando la situazione. Ma siamo matti? In corso d’opera, con milioni di vaccinazioni alle spalle? Il rapporto costi benefici si valuta prima di adottare un vaccino. Durante la vaccinazione si verificano gli effetti collaterali e, se si rileva un disequilibrio grave tra costi e benefici, allora lo si toglie subito dalla circolazione e per sempre, non per tre giorni, salvo verifica.
E se casi analoghi avverranno con altri vaccini, ed è probabilissimo, cosa faremo? Sospensioni di tanto in tanto per studiare o si studia prima di sospendere? Sto diventando anche io nervoso.
La pandemia ci ha costretto a prendere atto della nostra fragilità e non dovrebbe essere difficile
accettare l’idea che il rischio zero non esiste in natura e meno che mai in un confronto con un virus
sconosciuto contro il quale è già miracoloso che l’umanità disponga di vaccini in tempi rapidissimi. Ci piacerebbe che lo fossero, ma i vaccini non mi pare possano essere la „pallottola d’argento“ contro il Sars.Cov-2. Secondo me l’atteggiamento più utile è l’accettazione „stoica“ dei costi da pagare e il prezioso impegno scientifico per ridurli al minimo.

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