Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – 11a puntata

dalla redazione di Radio MIR

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Pubblichiamo il nono intervento di Eugenio Marino, dirigente nazionale del Partito Democratico, responsabile organizzazione per Sud e isole

Allora Marino, partiamo, come sempre, dalle strutture naizonali del PNRR. Che aggiornamenti ci sono questa settimana?

Ve ne sono diversi. Ma per ragioni di sintesi partiamo dal calendario dei lavori di Italiadomani, che continua con il lavoro e con le tappe del progetto informativo “Dialoghi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” (di cui avevamo parlato). È l’iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per comunicare con cittadini, imprese e Amministrazioni locali sui contenuti e le opportunità del Pnrr.

A partire da dopodomani, venerdì 4 febbraio, sono previsti eventi periodici in tutta Italia che vedranno la partecipazione di rappresentanti del Governo e di esperti e tecnici coinvolti nell’attuazione del Pnrr che dialogheranno e informeranno le Istituzioni del territorio. La prima tappa di febbraio è prevista a Palermo, dove il Ministro del Lavoro Andrea Orlando e Marco Leonardi, Capo del Dipartimento per la Programmazione economica della Presidenza del Consiglio, spiegheranno quali sono i progetti per la città e il territorio, come verranno realizzati gli investimenti e le modalità per accedere alle risorse.

La seconda parte dell’evento sarà caratterizzata dal dialogo con i cittadini, le associazioni di categoria, le imprese. A seguire, ci saranno poi le tappe di Genova, il 7 febbraio, Roma l’11 febbraio e Perugia il 28 febbraio.

In questo quadro informativo, quindi, quali sono i provvedimenti nazionali di cui si ha già certezza o sui quali si sta puntando?

Beh, intanto il superamento del primo traguardo in ambito di politiche del lavoro che, come ha recentemente spiegato il Ministro Orlando, è stato quello fissato al 31 dicembre sul fronte delle politiche attive del lavoro. E proprio su questo fronte Orlando ha ribadito gli ulteriori obiettivi dei prossimi mesi, relativamente alle politiche sociali in rapporto con i comuni e che, a suo dire, saranno realizzati in linea con la tabella marcia prevista dal PNRR.

Poi ci sono i fondi di rigenerazione urbana ai comuni più piccoli, per i qualiil Governo ha concesso l’aumento delle risorse con lo stanziamento aggiuntivo di 905 milioni, ma per i quali vi è chi chiede un ulteriore step. Non manca, infatti, chi è convinto che servano bandi specifici mirati per i Municipi con popolazione inferiore a 15.000 abitanti e per i quali si vuol portare la richiesta al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

L’intento è quello di stabilire un giusto equilibrio nel trattamento tra piccoli e grandi Comuni, poiché si ritiene ingiusto che siano stati stanziati, a livello nazionale, 4,3 miliardi e che il relativo Dpcm non abbia previsto per le realtà più piccole la possibilità di concorrere al bando. Tesi sostenuta dal fatto che, in Legge di Bilancio, lo scorso dicembre sono stati stanziati 300 milioni che i Comuni piccoli dovranno contendersi con i ‘grandi’, mentre l’Italia è fatta soprattutto di piccole comunità che occorre valorizzare proprio sfruttando le risorse del PNRR.

E per quanto riguarda i bandi che novità abbiamo a livello nazionale?

Vi sono 749 milioni di euro, dei quali il 30% proveniente dal PNRR, per finanziare i Progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN) per il 2022. In questo quadro il ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato un bando che destina circa 223 milioni a progetti presentati da professori o ricercatori con meno di 40 anni.

Verranno finanziati progetti biennali che per complessità e natura possono richiedere la collaborazione di più professori e ricercatori. 
I progetti – con un finanziamento massimo di 250 mila euro ciascuno e la possibilità di avere nel ruolo di coordinatore scientifico anche ricercatori con contratto a tempo determinato sia di tipo A sia di tipo B – possono affrontare tematiche relative a qualsiasi campo di ricerca nell’ambito di tre macrosettori:

  • scienze della vita;
  • scienze fisiche, chimiche e ingegneristiche;
  • scienze sociali e umanistiche.

La valutazione delle proposte sarà affidata ai Comitati di Valutazione che verranno nominati dal ministero. Con questo nuovo bando PRIN si vuole incentivare i giovani a sviluppare ambiziosi progetti di ricerca di base. Obiettivi del programma sono promuovere il sistema nazionale della ricerca, rafforzare le interazioni tra università ed enti di ricerca in linea con gli obiettivi tracciati dal Next Generation EU e favorire la partecipazione italiana alle iniziative relative al Programma Quadro di ricerca e innovazione dell’Unione Europea.

Grazie al PNRR l’Italia sarà così in grado di sostenere un numero di progetti mai finanziato fino a oggi. Le proposte progettuali devono essere presentate in inglese attraverso il sito del MIUR entro il prossimo 31 marzo 2022.

PROVVEDIMENTI A SUD

E in questo quadro al Sud cosa si muove?

Nel Sud è in scadenza il prossimo 28 febbraio un avviso pubblico per la presentazione di proposte d’intervento per i progetti di valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. Questi vengono finanziati nell’ambito della Missione 5 su Inclusione e coesione e della Componente 3 sugli interventi speciali per la coesione territoriale e ricadono nell’ambito delle attività gestite dall’Agenzia per la Coesione Territoriale che da tempo sta facendo un ottimo lavoro anche su queste linee di intervento.

Il primo marzo, poi scade il bando per la presentazione di progetti socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) a sostegno del Terzo Settore.

Questi sono finanziati nell’ambito della Missione 5 e Componente 3.

Infine voglio aggiungere che è stato approvato e finanziato il progetto per la valorizzazione turistica de “Il cammino tra i Vestini”. L’iniziativa, che prevede interventi di scavo archeologico, recupero del patrimonio edilizio, realizzazione di allestimenti museali, valorizzazione dell’architettura rurale, incremento del comfort ambientale, ricerche storiche, installazione nuova segnaletica, totem e sito web, è stata voluta dall’amministrazione comunale di Navelli, capofila di progetto, in collaborazione con i comuni abruzzesi di Caporciano, Prata D’Ansidonia, San Pio delle Camere, San Demetrio Ne’ Vestini, Fossa e Villa Sant’Angelo.

Il progetto prevede un investimento di circa 400 mila euro, in linea con il Programma unitario di interventi per le aree del sisma 2009 e 2016 approvati dalla Cabina di Coordinamento Integrata. Questo lavoro dovrà avere un seguito e fare in modo che il progetto si trasformi in una opportunità di crescita e rilancio turistico dei territori interessati

PROVVEDIMENTI A NORD

E invece al Nord cosa c’è in campo questa settimana?

Molto movimento. A Treviso, per esempio, è stato istituito un gruppo di lavoro intersettoriale formato da dodici persone tra dirigenti e funzionari del Comune che lavoreranno a stretto contatto per la concretizzazione dei progetti del PNRR. Ogni mese presenterà alla Giunta comunale una relazione sullo stato di avanzamento del percorso, su eventuali criticità o opportunità riscontrate. Questo gruppo di lavoro arriva dopo che era stato già istituito anche l’Assessorato alle Next Generation, per intercettare i fondi europei.

Il Gruppo di lavoro del Comune opererà in forma collegiale o, secondo le necessità dei bandi in uscita, in forma ristretta in maniera agile e flessibile. Avrà un carattere interdisciplinare per garantire professionalità diversificate. Ne fanno parte il Segretario Comunale, dirigenti o responsabili organizzativi e il mobility manager.

Poi, sempre in Veneto, quattro città sono entrate nella graduatoria del bando del ministero delle Infrastrutture per il rafforzamento della mobilità ciclistica cittadina. Si tratta di Venezia, Verona, Padova e Vicenza, a cui sono stati assegnati complessivamente 8,2 milioni di euro suddivisi in una quota minima fissa di 1,25 milioni e in una parte variabile in base alla popolazione, alla superficie e al numero degli iscritti alle università cittadine.

Nel dettaglio a Verona andranno 3.127.645 euro, a Venezia 2.449.137 euro, a Padova 1.859.677 euro, a Vicenza 1.493.459 euro. Al bando hanno potuto accedere solo le città con una popolazione superiore ai 50 mila abitanti e con sedi di università con oltre 5 mila iscritti. Il finanziamento è stato riconosciuto a 45 città in tutta Italia attraverso, nella misura denominata “Sviluppare trasporto locale più sostenibile”, le cui risorse sono state destinato per metà al Mezzogiorno, per un importo di 75 milioni di euro.

Entro il 14 marzo i comuni in graduatoria dovranno presentare al ministero i progetti collegati al finanziamento, la cui realizzazione si dovrà poi concludere entro il 30 giugno 2026.

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